Avena, anti-colesterolo perché:
Dr. Lorenzo Bergami

25 Aprile 2017

Scopriamo assieme le proprietà di questo cereale chiave nella nutrizione e nel benessere: glutine quasi assente, basso Indice Glicemico, fibre antiossidanti e coadiuvanti il benessere intestinale ed immunitario, apporto proteico tra i più interessanti di tutti i cereali. Scopriamo assieme di più!

Che l’avena (come d’altronde altri cereali) sia un alleato importante nella lotta al colesterolo cattivo, si sa da tempo. Quello che fino ad oggi non si sapeva era la sua modalità d’azione. A fare chiarezza e a svelarla, uno studio dell’Università del Queensland (in Australia), che ha identificato il preciso meccanismo con cui l'avena riduce la quantità di colesterolo nel sangue, aiutando così a limitare il rischio di malattie cardiache.

L'effetto benefico dell'avena è dovuto all'azione del beta-glucano, un polisaccaride solubile che contribuisce a migliorare la digestione a livello dello stomaco e a promuovere la motilità intestinale: Ma non solo. Secondo uno studio canadese apparso di recente sul British Journal of Nutrition, oltre a ridurre il colesterolo cattivo (Ldl), agirebbe positivamente su altri due marcatori del rischio cardiovascolare: il colesterolo non-Hdl e l'apolipoproteina B, una proteina addetta al trasporto del colesterolo cattivo ai tessuti attraverso il sangue. Come agissero i beta-glucani nell’abbassare i livelli di colesterolo nel sangue rimaneva un mistero.

A scoprirlo lo studio australiano. Lavorando su dei maiali, i ricercatori hanno dimostrato che i beta-glucani nell'avena riducono la quantità totale di bile presente nell’apparato digestivo: dando ad alcuni degli animali questo cereale per 26 giorni, si è osservata una riduzione del 24% di acili biliari nel sangue.

Al contempo, il colesterolo totale è diminuito del 34% e quello Ldl del 57%. Risultati che hanno permesso ai ricercatori di formulare una nuova ipotesi. “Non siamo ancora perfettamente sicuri del perché, ma in presenza di questi polisaccaridi c'è molta meno bile nell’organismo. Questo significa che i grassi, che la bile aiuta a emulsionare, non vengono digeriti rapidamente o completamente”, spiega Purnima Gunness, ricercatrice che ha partecipato allo studio.

“E un minore o più lento assorbimento di grasso - sottolinea - è un fattore importante che permette di ridurre il colesterolo presente nel sangue. Ora che sappiamo in che modo i beta-glucani hanno un impatto positivo sui livelli di colesterolo – conclude Gunness – potremo presto identificare altre fibre che possono avere un effetto simile”.

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