Se la dieta è anti-depressione
Dr. Lorenzo Bergami

17 ottobre 2017

Che la tavola dell'estate metta di buon umore non è un segreto. Un'insalata freschissima ricca di verdure di stagione, una macedonia colorata dal sapore di frutti esotici; una gustosa grigliata di pesce sono davvero un piacere per gli occhi e il palato.
Senza contare che ad aumentare questa sensazione c'è il fatto che sono salutari, ci regalano benessere e ci permettono di restare in forma. Fin qui nulla di nuovo.

A regalarci un ulteriore plus di felicità, i risultati di una ricerca che dimostra come un regime alimentare basato su questi cibi (in pratica alla base della dieta mediterranea) contribuisca ad alleviare il malessere di chi soffre di patologie neurologiche, in particolare di depressione.


Uno studio condotto da scienziati australiani e neozelandesi ha confermato che un approccio dietetico personalizzato a pazienti in cura per la depressione dà vantaggi aggiuntivi. Un risultato davvero positivo se si pensa che il test è stato di sole 12 settimane, un tempo brevissimo per valutare l'impatto di un regime alimentare, e che si tratta di uno studio controllato e randomizzato, ovvero il "gold standard" per capire se una dieta funziona o meno.

Si aggiunge così un nuovo plus alla dieta di tipo mediterraneo che, se già era consigliata per contrastare l'insorgerei diabete e di patologie cardiovascolari, oggi permette di affrontare i disturbi legati al "male del secolo".

Come agisca non è ancora del tutto chiaro, certo è che questo regime vanta effetti antinfiammatori e diminuisce l'insulino-resistenza. Inoltre non è un caso se tra le popolazioni più longeve ci sono gli anziani di Okinawa che seguono una dieta con poche quantità ma ad alta densità nutrizionale, come quella mediterranea anche se non è paragonabile perché ricca di grassi e proteine e povera di carboidrati.

Ma se già questa è salutare e fa bene, figuriamoci la nostra.

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