Più acqua per i bimbi
Dr. Lorenzo Bergami


Sono sempre più numerosi i genitori che si preoccupano di quanto e cosa mangiano i bambini, pochi, molto pochi, quelli che si chiedono quanto bevono. Eppure l’idratazione è importante quanto la nutrizione. Soprattutto nei bambini, che non sentono mai il bisogno di bere e chiedono l’acqua quando hanno davvero sete e sono già un po’ disidratati.

L’acqua è in realtà un nutriente vero e proprio tanto che la Sipps, la Società italiana di pediatria preventiva e sociale, ha stilato il primo decalogo su idratazione e bambini, presentato nei giorni scorsi a Roma assieme a una ricerca Gfk, nel corso del convegno “Bere bene per crescere bene”, promosso da Femtec (Federazione mondiale del termalismo e della climatoterapia).

Cosa emerge dalla ricerca?

I genitori sanno poco su quanta acqua debbano bere i bambini. Il 20 % circa crede che il loro fabbisogno sia meno di un litro al giorno, il 15 % dichiara di non conoscerlo.

Però ritengono l’idratazione importante per la loro salute (1 su 2), insieme al sonno (59%) e all’attività fisica (50%). In realtà le necessità crescono con l’età: nei neonati allattati al seno il fabbisogno è soddisfatto e per gli altri occorre usare acqua "particolarmente indicata per la prima infanzia" poiché contiene bassissime dosi di nitrati, entro i limiti stabiliti dall'Oms; dai 6 mesi ai 3 anni è di 0,6 - 0,9 litri al giorno, che sale a circa 1,1 litri in età scolare. Nell’adolescenza il fabbisogno aumenta fino ad arrivare a 1,5 - 2 litri.

E, in caso facciano sport, bisogna bere immediatamente prima, durante l'attività sportiva, e reidratare dopo.

Ma cosa bere?
Acqua o sport drink adeguatamente diluiti e personalizzati come noi di Strategic Nutrition indichiamo personalizzando le necessità in base alla situazione. Niente soft drink e niente bevande zuccherate o con caffeina.

L’acqua ha zero calorie e imparare fin da piccoli a berla fa parte delle buone abitudini che si conservano da adulti. Bere poco inoltre, secondo molti studi, è associato a un indice di massa corporea maggiore, ovvero i bambini sono più “grassottelli”, e ad un rischio maggiore di sviluppare obesità.

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