Più giovani con la melagrana
Dr. Lorenzo Bergami

10-10-2016

Tra i superfood, la melagrana si posiziona in vetta alla classifica degli alleati contro l’invecchiamento grazie al suo elevato contenuto di anti-ossidanti.

Ma i polifenoli, i flavonoidi e la vitamina C che racchiudono i suoi chicchi non sono gli unici responsabili della sua azione anti-age. Una ricerca condotta dall’Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna, in Svizzera, i cui risultati sono stati pubblicati nella rivista Nature Medecine, ha dimostrato che il frutto contiene una molecola che, una volta digerita, viene trasformata dai batteri dell’intestino in una nuova sostanza, chiamata Urolithine A, capace di lottare contro gli effetti dell’invecchiamento.

Per arrivare a questa conclusione, i ricercatori si sono avvalsi di test effettuati su una particolare famiglia di vermi, i C. elegans, spesso utilizzati negli studi sull’invecchiamento perché la durata della loro vita è di 8-10 giorni al massimo. Dopo aver supplementato la loro alimentazione con la molecola in questione, si è verificato che il loro ciclo vitale si è prolungato del 45% rispetto a quello dei vermi che non avevano ingerito l’Urolithine A. Parallelamente, un secondo test condotto su topi e ha mostrato un incremento della resistenza alla corsa del 42% rispetto all’endurance di un gruppo campione di roditori.

Il meccanismo d’azione dell’Urolithine A è semplice. Tutte le cellule del nostro corpo possiedono una riserva di energie (i mitocondri) che con il passare del tempo non viene più rinnovata provocando un rallentamento delle funzioni vitali dei tessuti e dei muscoli. Questa molecola ha la proprietà di rilanciarne il processo di “ricarica” con un effetto evidente e misurabile. Ma bere litri di succo di melagrana non è la soluzione per rimanere giovani a lungo.

I ricercatori ricordano infatti che il frutto non contiene la preziosa sostanza, ma il suo precursore e solo con l’azione digestiva dei batteri dell’intestino si libera la molecola. Il tutto senza dimenticare che la quantità di Urolithine A che viene prodotta cambia da individuo a individuo, tanto che alcuni persone potrebbero addirittura essere non ricettive.

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