Latte: questione di “etichetta”
Dr. Lorenzo Bergami

12 Aprile 2017

Sempre più importante leggere le etichette, impariamo assieme a riconoscere qualità e sicurezza degli alimenti che consumiamo partendo da una filiera BIO che rimane in Italia un fiore all’occhiello per l’Europa in quanto a controlli serrati. Ma vediamo assieme come poter scegliere un buon latte BIO per gli estimatore del latte vaccino.

Il 2017 in Francia ha portato una novità per l’industria del latte. Il 1° gennaio è entrata in vigore l’etichettatura d’origine per questo alimento e per tutti i prodotti lattiero-caseari che ne contengono almeno il 50%.

E in Italia?

Il 14 ottobre 2016 anche nel nostro paese è stato approvato un provvedimento simile a quello francese e lo scorso 9 dicembre è stato firmato il decreto interministeriale che renderà l’etichettatura d’origine per il latte e i latticini obbligatoria. Il nuovo sistema entrerà in vigore nell’aprile 2017, quando decorreranno i 90 giorni dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale.

Intanto, a partire dal primo gennaio ’17, le aziende hanno 180 giorni di tempo per lo smaltimento di confezioni di latte e derivati etichettati prima dell’entrata in vigore della normativa. Sulle nuove etichette si troveranno indicazioni sul paese dove avviene la mungitura e il condizionamento o la trasformazione del latte. Se queste operazioni avvengono nello stesso paese, sull’etichetta ci sarà la dicitura “origine del latte …” seguita dal nome della nazione.

Se il latte proviene da più parti, sono consentite indicazioni come “miscela di latte di paesi UE e/o non UE” e diciture simili anche per quanto attiene il condizionamento e la trasformazione. Il provvedimento si applicherà solo ai prodotti italiani destinati al mercato nazionale e sono esclusi prodotti freschi, DOP, IGP, STG e biologici, perché garantiscono già la tracciabilità delle materie prime.

L’indicazione d’origine del latte si potrà trovare sulle confezioni di prodotti come latte a lunga conservazione e creme di latte, latticello, yogurt, kefir e altri latti fermentati, siero di latte, creme spalmabili, formaggi e anche le famigerate cagliate.

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