Bellezza. Sfide verticali
La Repubblica D - Augosto 2015

Dr. Lorenzo Bergami

L'allenamento, il cibo giusto e una relazione sana con il proprio corpo possono regalare momenti illuminanti di Stefania Medetti Foto di Jorg Badura «Qualsiasi attività sportiva deve nascere nel cuore prima che nei muscoli»

Con ogni probabilità, la corsa dei cani da slitta dell'Iditarod, in Alaska, è il più estremo degli sport. Non solo perché il sentiero che collega Anchorage a Nome corre sotto il circolo polare artico, ma per l'impegno fisico e psicologico che oltre 1600 chilometri di neve, fatiche e incertezze richiedono. Lo sa bene Debbie Moderow, una fra le poche donne over 40 ad avere tagliato il traguardo con i suoi cani. Adesso lo racconta nell'autobiografia Fast into the night, in uscita in Italia per Piemme l'anno prossimo. «L'Iditarod è una di quelle sfide che dà molte lezioni di vita, ma se applichiamo passione, resistenza e pazienza anche a percorsi meno estremi, possiamo arrivare a momenti illuminanti».

Il fitness, a questo proposito, è un alleato perfetto. «Perché è un viaggio che nasce da dentro, dal cuore e dalla mente», sostiene Kacy Duke, co-fondatrice degli Equinox Fitness Clubs, esperta di sport e benessere che allena Julianne Moore, Gwen Stefani e Rachel Weisz. «Per arrivare a una forma fisica armoniosa che duri nel tempo, bisogna costruire una relazione sana con il proprio corpo, prima di pensare ai muscoli». Da qui, il suo metodo in tre step: respect - expect - perfect. «Il primo passo è smettere di guardare il corpo con occhio troppo critico, rispettarlo per com'è». Il secondo stabilisce obiettivi su misura e delinea un piano d'azione. Duke propone, quindi, un circuito di sei-sette movimenti che allungano e mantengono elastici i muscoli, attraverso esercizi di resistenza e movimenti isometrici, un tipo di ginnastica cioè di contrazione muscolare senza movimento. «Occorrono disciplina e pazienza per ottenere i risultati».

Le fitness boutique danno una mano: le formule delle palestre più innovative, infatti, sono iperspecializzate. È il caso di Barry's Bootcamp, la catena americana frequentata da Sandra Bullock e Katie Holmes, che alterna esercizi cardio e di resistenza in "pacchetti" da 25-30 minuti. Un mix che accelera il metabolismo, promette di bruciare mille calorie all'ora e aiuta a sviluppare la massa magra. Ma a New York, da tenere d'occhio ci sono anche il Mile High Run Club, lo studio di Noho dove ci si allena per le maratone, e la CityRow, palestra sulla Fifth avenue dedicata al canottaggio indoor.

La cosmetica è abituata ai territori inesplorati ed estremi. Per esempio il siero Le Soin Noir di Givenchy utilizza un'alga, la scheloterum costatum, che non solo sopravvive in condizioni inospitali ma ha la capacità di difendersi e rigenerarsi rapidamente. A questa ne affianca un'altra, l'alaria esculenta, per un'azione sinergica che stimola l'attività biologica e il rinnovamento della pelle.

In fondo, come Debbie Moderow dimostra, non è mai troppo tardi per proporre una nuova sfida al proprio corpo. «Dobbiamo sempre fare quello che non pensiamo sia possibile».

Il segreto è take away

«Camminare è un lavoro aerobico, quindi richiede un ridotto apporto di energia dai carboidrati», spiega il professor Lorenzo Bergami, nutrizionista e docente in Nutrizione sportiva personalizzata presso l'Università San Raffaele di Roma (lorenzobergami.it). «Quindi il pasto principale, che è la colazione, deve contenere una buona quantità di proteine sotto forma di uova, meglio se alla coque o all'occhio di bue». In alternativa, affettati e formaggi magri, una fetta di pane integrale con cereali antichi (segale, farro, orzo, kamut), abbinati a una tazza di yogurt e muesli a base di fiocchi di avena integrali, ricchi in beta glucani, con apporto energetico a rilascio graduale. «Per finire, una manciata di frutta secca oleaginosa o semi misti, come mandorle, nocciole, noci, semi di girasole, lino e zucca, un estratto di due frutti diversi più una verdura. Oppure una spremuta o un frutto». Nessuna controindicazione per tè e caffè. «Per impegni moderati, ci si può fermare per uno spuntino ogni due ore: un palmo di frutta secca oleaginosa e uno di frutta disidrata, come uvetta o albicocche, vanno alternati allo snack successivo, con un panino da dimensione toast con formaggio o affettati magri (anche vegetali), creme di arachidi o hummus».

Sul fronte delle bevande: se il tè aiuta a compensare i cambiamenti di dislivello, l'acqua con limone è dissetante e alcalinizzante. «Integratori come rodhiola e cordyceps, infine, sono tonici che migliorano la resistenza alla fatica, senza stimolare il sistema nervoso».L'allenamento, il cibo giusto e una relazione sana con il proprio corpo possono regalare momenti illuminanti di Stefania Medetti Foto di Jorg Badura«Qualsiasi attività sportiva deve nascere nel cuore prima che nei muscoli»

Dr. Lorenzo Bergami
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