Acqua vs soft drink: 1-0
Dr. Lorenzo Bergami

6 luglio 2017

Svolta storica negli States. Per la prima volta, nel 2016, gli americani hanno acquistato più acqua che soda, bevande dolci e gassate e CSD (Carbonated Soft Drink). A certificarlo, un’indagine della Beverage Marketing Corporation di New York che ha reso noti i dati degli ultimi anni.

Se nel 2015 la quantità di acqua in bottiglia venduta è di 44,6 miliardi di litri, nel 2016 si è passati a 48,4 miliardi, con una crescita del 9% e i primi mesi del 2017 confermano questa tendenza. L’incremento maggiore è stato registrato dalle bottiglie monodose (da 250 a 500 ml) ma la stessa tendenza coinvolge anche i formati più grandi e l’acqua venduta dai distributori o in altre forme.

Secondo le previsioni, fino al 2020 il consumo pro capite di acqua dovrebbe continuare a crescere a scapito delle bibite. Nel 2016 gli americani hanno consumato 147,6 litri di acqua e 145,7 litri di soft drink: valori molto importanti perché nei primi anni del 2000, quest’ultimo superava i 189 litri. Da quel momento però, con l’eccezione del 2008 e 2009 che hanno visto una lieve contrazione, il consumo di acqua ha iniziato a salire inesorabilmente.

Secondo Michael Bellas, CEO della Beverage Marketing Association, i dati attuali sono il risultato di anni di campagne su possibili soda tax e altri provvedimenti che hanno fatto capire quanto sia pericoloso per la salute sostituire l’acqua con bibite dolci. Inoltre, negli ultimi tempi l’acqua sembra essere diventata “di moda” in perfetto accordo con la tendenza ad un’alimentazione più sana ed equilibrate e a uno stile di vita attivo. Senza dimenticare che se fino a pochi anni fa era impensabile vedere la gente passeggiare con una bottiglietta in mano, oggi è assolutamente normali, anzi, decisamente trendy.

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